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Felix Lalù Trento, Italy

Felix Lalù nasce e cresce in mezzo ai veleni delle mele della Val Di Non. Scende dalle montagne e a impararvi delle canzoni che vi ritroverete e a canticchiare il giorno dopo mentre fate le peggio cose. Un discreto cantastorie di storie deviate, una via di mezzo tra Paolo Conte e Metal Carter.
È disponibile per battesimi e feste di compleanno, ma solo se non tenete granché ai vostri figli.
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Track Name: I GRUPPI AMERICANI (Il nuovo inno della Lega Nord)
I gruppi americani
Girano l'Europa coi loro furgoni
Vengono a fare i tour
E ci rubano le consumazioni
I profughi libanesi
Muniti di chip sottocutaneo
Cadono dai barconi
E c'inquinano il Mediterraneo
Gli zingari questuanti
Fermi ai bordi delle strade
Ci fregano le monetine
Per le slot machine
Hey tu
Tu che sei diverso
Perché non sei uguale a me?
Che male c'è, dico io, a far solo come dico io?
Che male c'è?
I cani dei punkabbestia
Sganciano doni dai nostri droni
E mandano i loro padroni
A cagare nelle stazioni
I barboni infagottati
Ci rubano il calore dei nostri marmi
Nelle ciotole tintinnano i nostri risparmi
I figli degli immigrati
Scesi da poco dal banano
Discutono i dottorati
E ci rubano l'italiano
Hey tu Tu che sei diverso
Perché non sei uguale a me?
Che male c'è, dico io, a far solo ed esclusivamente come dico io?
Che male c'è?
Tagliati i capelli
Trovati un lavoro Impara l'italiano
Resta dove sei
Guarda dove vai
Zitto anche se sai
E se non ti sta bene
Hai sempre un rene a cui non mancherai
C'è sempre un rene a cui non mancherai mai
Hai sempre un rene
C'è sempre un rene
Track Name: TUTTI QUANTI VOGLIONO SEMBRARE MEGLIO (Il singolone) Vs. Johnny Mox
Tutti vogliono sembrare meglio
Ma è meglio essere come te T
utti vogliono sembrare meglio
Ed è peggio essere come te
Tutti quanti vogliono i denti bianchi
Per sembrare meglio
Quando sono stanchi
Tutti quanti vogliono sembrare belli
Somigliare ai fotomodelli
Sprizzando stelle dai capelli
Tutti quanti vogliono sembrare giovani
Ingrandire le poppe minuscole
Rimpicciolire le rughe maiuscole
Tutti quanti vogliono volar lontano
Ti fanno ciao col dito medio
E vaffanculo colla mano
Tutti vogliono sembrare meglio
Ma è meglio essere come te
Tutti vogliono sembrare meglio
Ed è peggio essere come te
Invece a me non interessa sembrare meglio
Faccio schifo tutto il giorno, con grande orgoglio
Mi mangio le unghie, anche quelle dei piedi
Catalogo le caccole mentre non mi vedi
Coltivo le mie occhiaie e la mia panza e soprattutto
Arrivo a dire mezzo padre nostro con un rutto
Se fossi uno sbirro sarei quello che spaccia
Se fossi un vegano sarei quello che va a caccia
Se fossi uno sportivo sarei quello che fuma
Se fossi un beone sarei quello che beve spuma
Tutti vogliono sembrare meglio
Ma è meglio essere come te
Tutti vogliono sembrare meglio
Ed è peggio essere come te
Va bene il lavoro
Ma è meglio cazzeggiare meglio
Va bene la guerra
Ma è meglio torturare meglio
Va bene la terra
Ma è meglio coltivare meglio
Va bene essere meglio ma è meglio quando sbaglio
Tutti vogliono sembrare meglio
Ma è meglio essere come te
Tutti vogliono sembrare meglio
Ed è peggio essere come te
Track Name: LA COSCIENZA SOCIALE AI TEMPI DI INTERNET (La canzone impegnata)
Il bambino di Taiwan
Sta seduto tutto il giorno
Sta seduto tutti i giorni
Aspettando l'uragan
No, non siede sul sofà
E non guarda la televisione
Il bambino di Taiwan sta a cuccia e cuce il mio pallone
Cuce il mio pallone
Trama le mie maglie
Ammira le mia braghe il bambino di Taiwan
Stringa le mie scarpe
Zippa le mie giacche
Ingrassa le mie tasche il bambino di Taiwan
Cuce cuce cuce non si spegne mai la luce
Non si sente mai la voce del bambino di Taiwan
Cuci cuci cuci colle tue dita efficaci
Quanti puffi ci produci bel bambino di Taiwan
La mia protesta c'è già
Sepolta in qualche like di Facebook
Contro lo sfruttamento minorile
Scendo a comprarmi le Nike
Devo tornare a fare jogging
Bevo e ingrasso più di quanto pippo e dimagrisco
Poi compro l'aria del Burundi
E adotto un paio di negretti
E organizzo un tombolone
Nella sala della mia circoscrizione
Faccio fare il flyer ad Abdul che sta in prigione
Poi lo twitto su Twitter
Lo tumblo su Tumblr
E lo spammo finché Google me lo googla
Poi lo attacco giù alla Coop
Nel reparto dell'Iphone
Il commesso me lo copre con un poster di Steve Jobs
Che mi dice “stay foolish” Mi dice “stay hungry”
Ma non hungry come i bimbi del Burundi
Mentre il bambino di Taiwan taglia e cuce dalla sera alla mattina
Alla faccia di mia nonna che rammenda i mie calzini
Dorme in venti in mezzo al radon
In cantina dalla mia vicina
Mentre al parco
Torna in auge l'eroina
Track Name: COSA DAREI (La nuova canzone dell'estate)
Cosa darei
Per una mezza frizzante
Che mi faccia sentire rampante
Cosa darei
Chilometri e chilometri di persone In cerca del bel niente
E folle di seni e di teli mare
Senza un tatuaggio decente
Lunedì al sole
Martedì al sole
Mercoledì forse piove
Giovedì al sole
Venerdì al sole
Sabato al rave
In riva al mare
C'è l'mdma
Si diffonde nell'alveare
Più ne mette chi più ne ha
Spiaggiato accanto a me c'è un tipo di un quintale
Che si divora il giornale
Ciabatte trasparenti, righe di sudore
Bestemmie invadenti
Lunedì al sole
Martedì al sole
Giovedì lo passano alla tele
Venerdì al sole
Sabato forse piove
Se si parte prima si risparmia in frizione
Entro in mare
Solo per fare un po' di pipì
Mi ricordo che la bevevo
Nella pancia che mi concepì
L'estate sta finendo
La topa se ne va
Lo sai che non mi va
Non mi va
Non può mancare il ritornello
Che ti si piazza nel cervello
Arriva l'estate
Evviva l'estate
Track Name: E' IL MIO AMORE MIO E SI CHIAMA FRANCESCA (La canzone d'amore)
Lei lavora con gli occhi (veramente?)
Fa la lingua agli specchi (veramente?)
Lei mantiene i contatti (veramente?)
È la stella degli autoscatti
Si dice che le belle donne non vengono mai sole
Questa viene col cantautore
E la canzone scritta per lei
Per due settimane l'anno
Ha tre anni più di me
Parte il film e prende sonno
Ma poi fa la galla ai rave
È milanese, non trattiene le sorprese
E ha serie difficoltà con la differenziata
Non differenzia i Rancid dai Pantera
Ed è cintura nera di valige a tarda sera
Le fanno tanta tenerezza i vecchi mentre io preferisco gli zombi e i morti
Non sa cosa sia la pietà per i piccioni
E non tifa mai per i più forti
Forse le piace ancora Vasco
Cosa dura da digerire
Ma in compenso le piace il bosco
Dove andiamo a far l'amore
E' il mio amore mio
E si chiama Francesca
È sempre dentro la mia festa Io vedo solo lei
E' il mio amore mio
E si chiama Francesca
La sua prugna sa di pesca
Io bevo solo lei
Track Name: DINAMITA (La canzone sulla rivolta)
No comprar pan
Compra dinamita
Vedrai che grande festa si farà
Quando tireremo su un discreto quarantotto
In questa merda di città
No comprar pan Compra dinamita
Anche il vecchio nell'ospizio ci festeggerà
Mostrerà il culo al dottore e alle infermiere
Col catetere in mano e nell'altra un bicchiere
No comprar pan
Compra dinamita
La moglie del sindaco che faccia farà
Quando al posto del suo colliere di corallo
Troverà sul cuscino la testa di un cavallo
No comprar pan
Compra dinamita
Anche Miss Italia se ne accorgerà
Quando abbandonata in balia del televoto
Sarà sfregiata coll'azoto
No comprar pan
Compra dinamita
Anche il grande capo si camufferà
Ma non importa perché sarà legato picchiato pugnalato frustato impalato linciato fustigato torturato malamente
Poi spezzato strozzato e sparato e bruciato
Poi truccato come un pagliaccio
E sparso tra la gente
No comprar pan
Compra dinamita
Vedrai che grande festa si farà
E' qui la festa?
Sì Lo squillano le radio
Lo gridano i vessilli e le bandane
E' qui la festa? Sì, forse
Siamo tutti in pista, ma abbiam finito il pane
E' qui la festa? Noooo
Qui la festa è finita da un po'
Ora cresci la tua cocorita
Vesti fieramente la tshirta con scritto Dinamita
Mangia un po' di erba
Rumina il tuo muesli
Vivi a cresta bassa
Che tanto
Quando muori ti porto i fiori
Poi porto fuori la tua ragazza
Se le va bene l'appendo in piazza
No comprar pan
Compra dinamita
Track Name: GINO (La canzone sul cantautore)
Gino scrive le canzoni
che procurano emozioni p
oche meno meno male più chitarre in rima al mare
Gino è per le donne meno suore
Gino è per la magna lagna
Se bagna la mutanda della sua ragazza
Lei ne va pazza
lo spinge in branda
Poi lo smazza alle sue amiche
Ma solo quelle fiche
Sogna di bruciare i senzatetto
E ha tanti sogni eretici
Con cui riempie i fazzoletti nel cassetto
Sogna le concorrenti
Spaccando denti
Ballando lenti
Gridando al mondo che
Il sole non è così cool
Il cuore non è così cool
L'amore non è così cool
Invece le tette, loro sì che sono cool, baby
Ingordo di altri sguardi
Gino si sacrifica per l’arte
Fa scorte di acqua santa e di millanta euri
Si fuma tutte le mie bollicine e non contento
Fa concorrenza ai dinosauri
Poi si chiede:
È nato prima l'uomo o la gallina?
Ha più potere Dio o mia madre che cucina giù in cucina?
È nato prima il vomito o al dieta?
È nato prima il metal o la mancanza di vagina?
Gino vuole giustamente l'odio tra le genti
Suona la campana delle stelle della musica con le tette cadenti
Gino vi cancella a tutti quanti
Vi cancella a tutti quanti
Prima ai poeti fragili e poi ai cantanti
E non vi manda solo a zappare
Vi dà la vanga laddove vi dà più dolore
Non chiede mai per favore
La vanga violenta del cantautore
Non ci piace il sole
Non ci piace l'amore
Ma ci piace Gino Paoli che si spara nel cuore
Poi non ci piace il fatto che non muore
Ma ci piace il cuoricino del buon Gino che fa bum bum
C'ho il cuoricino che fa bum bum
Come il cuoricino del buon Gino che fa bum bum
Track Name: TUTTA SHANGHAI (La canzone sul ricco NordEst)
Nel Nordest
c'è più sabbia che in Libano ormai
Nel Nordest
C'è più rabbia, più nebbia, più bamba che in tutta Shanghai
X'è un mercato
Ho lavorato così tanto
Per lavorare così tanto
Nel Nordest
Track Name: DISCO (La canzone sul matrimonio)
Quando le ho chiesto la mano
Ero fatto come un caimano
Quando le ho dato l'anello
Non ci stavo con il cervello
Il problema è che la soluzione è anche il problema
Il problema è che il problema è anche la soluzione
Vado in disco
Metto il disco
Regredisco
Il matrimonio è così:
Una banana nello scappamento di una macchina che sgasa
Il matrimonio è così:
Io ti do un bacio e tu mi porti via la casa
Ho sprecato un bidet
Quella sera ho sprecato un bidet
E sprecare un bidet
È la cosa peggiore che c'è
Vado in disco
Metto il disco
Regredisco
Il problema è che il problema è anche la soluzione
Track Name: PULP ALPESTRE (La canzone in cui me nono Marino incontra Satana)
Chesta l'è na storia vera, tuti i sa come che la'è scomenzada, ma n'zun sa come che l'è nada per dal bon. El dì de Feragost su a Flaon me nonno Marino Chet l'è a ciasa, me nona la seita a darge da dir. La ge dis che l'è en blodec, che ‘l ge lagia le mudande onte sota ‘l let, che 'l ge porta locia fin su n'la cosina. Chel Marino l'è strac come n'asen, ma pur de no sentirla el zapa su 'l Same e 'l pasa for en ciampagna al Dos del Luc.
Fora 'l zièl l'è neger come en spoz, l'ha zust parà fuer en plover, ma 'l poros taciar a puever amò prest. Entant, el toneza. Me nono Marino l'ariva en ciampagna can che TATAAAM, ven zo 'n sflantùzem. Me nono el vet na nugola ‘n fum e 'l dis: che ciavada! Ha zapà fuec en golden.
Ma g'è vergot che se mou en la nugola: ven fuer n'om, tut spozà, brut come l'an de la fam. con en forcon de leign en man. Ci ses po ti?, fa chel Marino Me cognoses no, Marino? Son la Mort Embriagia, Porco Digos! No sta blestemar sul me ve no, orpo non! Se sa ben che blestemi, Marino, l'è el Diàol che me manda... O mostro, ge fa me nono. Sì, Marino, la sas ben ca storia col bis e 'l pom. Al diaol ge plas i pomi: el m'ha domanda de portarge la Val de Non par marenda. E che centrite mi po'? Ge fa me nono Ti Marino ses en sant. Es bon come el pan, as laorà tua la vita ala Ignis, e po ancia 'n ciampagna, e te le ses sentude davanti e didré. E ogni bot che che as fat l'è sta laorar amò de pu. Se non ses en sant ti? Zust al vers alora, dage na man a sto por om, valà, che g’è en mucel de rami da ‘mpontar. Tasi zo, ti vecel! El me capo l'è ndiaolà e ades cogni coparte co sto tricorno ci e po plantarlo 'n tera per consegnar la val al Diaol. Me nono l'è ciavà. El già 'n forcon a doi dedi dala panza e no'l sa che far. Ma gen ven en ment una e 'l fa: Varda la poiana, su n'tel ziel! El dugo el varda su e me nono el ge mola en peadon n'tei seseri. El ge ciava el forcon e 'l fa per s-ciampar. Ma me nono l'è vecel e l'osteoporosi l'è piezi de Satana. Con ca peada el s'è spacà na giamba. Ma 'l pensa: Vara che sti ani con na giamba spacada pasaven fora tut el dì 'n ciampagna e vara che nare. Sichè el sauta sul Same, co la giamba spacada el sghiza la frizion, el met carta direta, el pasa vía de bala vers ciasa, enfugià come en bis, con chel auter che el spanteza didrè con na man sule bale. A ciasa el fa zust en temp a zapar el segot e 'zontar via 'n dent al forcon. Chel auter el vet el tricorno spacà, el se met le man 'n ti ciavei, ge veign en colp e 'l se smigola en te na poza de locia. Ariva me nona la gi crida Marino, che el po tut sto gazer? Varda chel che as fat? Ge locia per tut le s-ciale! Me nono el grigna, el pasa fora con na giamba a strozion e prima che ca Lina la se n'ascorzia che 'l gia la giamba spacada, l'emplanta zo 'l forcon sota 'l ram de’n pomar e 'll dis: Vardela ci, ca ponta che me serviva.

TRADUZIONE IN ITALIANO
Questa è una storia vera. Tutti sanno com’è cominciata, ma nessuno sa com’è andata veramente. Il giorno di Ferragosto mio nonno Marino Chet è a casa, mentre mia nonna continua ad assillarlo. Gli dice che è un lurido, che
lascia sotto il letto le mutande sporche, che porta fango in casa, finanche in cucina. Marino è stanco morto, ma pur di non sentirla inforca il Same e parte verso i campi sul Doss de Luc’. Fuori il cielo è plumbeo, ha appena smesso di piovere, ma potrebbe ricominciare presto. Intanto, tuona.
Mio nonno Marino arriva nel campo quando... TATAAAM, scende un fulmine. Mio nonno vede una nuvola di fumo e fa: Disdetta! Un melo golden ha preso fuoco! Ma c’è qualcosa che si muove nella nuvola: ne esce un uomo, infangato, bruttissimo, con un forcone di legno in mano.
Chi sei? Chiede Marino. Non mi riconosci, Marino? Sono la Morte Ubriaca, diavolo d’un cane! Non azzardarti a bestemmiare sulla mia proprietà, perdiana! Bestemmio quanto voglio, Marino! È il Diavolo che mi manda... Perbacco! Replica mio nonno. Sì, Marino, la conosci la storia del serpente e della mela. Al Diavolo piacciono le mele: mi ha chiesto di portargli la Val di Non per merenda. E cosa c’entro io? Chiede mio nonno. Tu, Marino, sei un santo. Sei un pezzo di pane, hai lavorato tutta la vita alla Ignis, oltre a coltivare i campi, e sei stato criticato da più parti, e ogni volta quel che hai fatto è stato lavorare di più. Se non sei un santo tu... Ottimo, allora, dai una mano a questo povero vecchio. Devo mettere dei bastoni per sostenere i rami. Zitto, vecchio! Il mio capo è indiavolato, e adesso devo ucciderti con questo tricorno e poi piantarlo a terra per consegnare la Valle al Diavolo. Mio nonno è messo all’angolo.. Ha un forcone a due dita dalla pancia e non sa cosa fare. Ma all’improvviso esclama: Guarda una poiana, su in cielo! Lo stolto guarda su, e mio nonno gli sferra un calcio nelle biglie. Gli sfila il forcone dalle mani e fa per scappare. Ma mio nonno è vecchio, e l’osteoporosi è peggio di Satana. Con quel calcio s’è rotto una gamba. Ma pensa: Una volta con una gamba rotta si usciva comunque nei campi, e ci si dava da fare. Quindi salta sul Same, con la gamba rotta pigia la frizione, ingrana la quarta direttamente e sgomma schizzando verso casa, mentre l’altro lo rincorre ansimando con una mano sul pube. Giunto a casa fa giusto in tempo a tagliare un corno del forcone. L’altro vede il tricorno rotto, si mette le mani nei capelli, gli viene un colpo e si sbriciola in una pozzanghera di fango. Arriva mia nonna e lo sgrida: Marino, cos’è questo casino? Guarda cosa hai combinato! Le scale sono piene di fango. Mio nonno ridacchia, esce di casa claudicante e prima che Lina si accorga che ha una gamba rotta, pianta il forcone sotto il ramo di un melo e dice: Eccolo, il sostegno che mi serviva.